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09.10.2025

L’Ambasciata italiana a Londra: un dialogo tra patrimonio e design contemporaneo

L’Ambasciata italiana a Londra: un dialogo tra patrimonio e design contemporaneo

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Situata in Grosvenor Square, uno degli indirizzi più prestigiosi di Londra, la residenza dell’Ambasciatore italiano ha subito una ristrutturazione attenta che ne ridefinisce il ruolo come vetrina dell’eccellenza italiana. Originariamente costruito nel 1868 e ristrutturato negli anni ’30, l’appartamento di interesse storico di categoria II ora equilibra l’ambiente ricco di storia con una raffinata sensibilità moderna.

Il progetto è stato affidato al designer Nick Vinson, che ha collaborato con Avanti Architects per preservare l’integrità architettonica dell’edificio, reinterpretandone gli interni per la vita contemporanea e le funzioni diplomatiche. Guidati dalla visione dell’Ambasciatore Inigo Lambertini, i lavori di ristrutturazione hanno puntato ad armonizzare tradizione e innovazione, proiettando un’immagine dell’Italia che sia al tempo stesso senza tempo e proiettata al futuro.

«Con il passare del tempo, questi spazi non trasmettevano più adeguatamente l’immagine dell’Italia nel mondo, né riflettevano la vitalità e l’innovazione del nostro Paese», spiega l’Ambasciatore Lambertini. «L’obiettivo era unire tradizione e modernità, valorizzando l’eleganza dell’edificio senza rinunciare a un’impronta contemporanea che rispecchiasse l’eccellenza del design italiano».

Un palcoscenico moderno per il design italiano


Al centro del progetto c’è l’ambizione di trasformare la residenza in un manifesto vivente del Made in Italy. L’approccio curatoriale di Vinson ha riunito alcuni dei marchi più rinomati del paese, tessendo un dialogo tra architettura storica e design moderno.

Molteni&C ha svolto un ruolo centrale in questa visione, arredando la residenza con pezzi che incarnano un’eleganza sobria e l’iconico saper fare italiano. I letti Ribbon di Vincent Van Duysen donano morbidezza scultorea alle camere da letto, inclusa la suite presidenziale, mentre la scrivania D.847.1 — una riedizione del design di Gio Ponti del 1947 — arricchisce lo spazio con un pezzo di storia del design italiano.

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