Shanghai Superflux Part 1 | Molteni&C Magazine 13
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09.05.2019

Shanghai Superflux

Experimental and creative interior designs in Shanghai

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Sono passati quasi 4 anni e mezzo da quando Xi Jinping, Presidente della Repubblica Popolare Cinese ha imposto la fine dell’architettura ‘bizzarra’. Benché le sue critiche abbiano da allora caratterizzato le linee guida ufficiali del governo in fatto di costruzione di edifici pubblici, fortunatamente l’attività degli architetti nel senso più ampio in Cina non è stata del tutto ostacolata. Nel seguito esaminiamo brevemente una selezione di progetti di architettura per interni completati in questi ultimi anni a Shanghai per mostrare come gli architetti locali continuano a sperimentare nell’intento di superare i limiti imposti.

La biblioteca di Sissi nel Paese delle Meraviglie

Ideata dal Muxin Design Studio, la Biblioteca di Sissi nel paese delle Meraviglie – Sissi’s Wonderland Library – per bambini, per esempio, racchiude l’idea dell’apprendimento attraverso il gioco. Studiata per sembrare un giocattolo gigante, questo spazio invita a esplorare seguendo una serie di percorsi ricchi di curve e di passaggi ad arco che conducono a nicchie semi-private. Rivestite in legno, queste zone comprendono panche basse su cui i bambini possono sedersi e leggere per conto loro o con I loro genitori, e finestre ad arco che incorniciano piante verdi, molto simili alle tradizionali pitture a inchiostro cinesi.

Lo spazio principale è una zona centrale di lettura e di gioco, a forma circolare, destinata a favorire relazioni attive. Racchiusa in una libreria di legno che continua all’interno formando un banco, questa zona è completata da un tappeto verde simile all’erba e da un soffitto nero che simula il cielo durante la notte, quando le luci sono accese. I materiali dai colori chiari utilizzati in tutta la struttura contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente che invita i bambini a ‘esplorare liberamente, a scoprire e a plasmare la loro esperienza diretta’, stimolando la creatività e la fantasia.

The Hub Performance and Exhibition Centre

Ispirato alle coperture arboree della foresta e alle formazioni rocciose, The Hub Performance and Exhibition Centre degli architetti Neri&Hu punta invece a evocare un ambiente rilassante e naturale. L’atrio principale di questo complesso multifunzionale è caratterizzato da un soffitto suggestivo realizzato con sottili bacchette di alluminio rivestite in noce o in rovere, disposte a formare una sorta di ‘velario fluttuante’. Che si distingue nettamente dal resto dell’ambiente, più simile a una caverna, rivestita da fasce di pietra arenaria grigia quasi a voler rispecchiare le superfici striate della roccia scolpita.

Materiali contrastanti caratterizzano anche altre aree del complesso. Un auditorium da 750 posti, per esempio, è composto da pareti in pietra dura e da ‘più morbidi’ schermi formati da doghe di legno – queste ultime a evidente richiamo dei pannelli in stecche di bambù su cui si si scrivevano racconti nell’antica Cina. In altri spazi i bar hanno la forma di case di legno ‘scavate nella roccia’ mentre pergolati metallici regalano un po’ di intimità all’interno di ampie e spaziose sale VIP. Anche i bagni, con toilette d’oro accostate a servizi igienici piastrellati in verde, sono frutto della particolare attenzione di Neri&Hu.

The Jade Museum by Archi-Union

Nel frattempo per il Jade Museum a Shanghai lo studio di architettura Archi-Union ha utilizzato strumenti di progettazione digitale per riconfigurare la planimetria dell’interno della galleria, traducendo ‘il piegarsi dei flussi in circolazione nel ripiegamento dello spazio stesso’. Il risultato è una scala di calcestruzzo che si attorciglia a formare un percorso a spirale attraverso tre piani a livelli sfalsati, offrendo accesso alle aree espositive, ai bar, a una sala da the e addirittura a uno spazio destinato alla meditazione.

Con la realizzazione in digitale, che spesso ha un ruolo importante nell’attività di Archi-Union, queste tecniche si sono rivelate fondamentali nel ridurre sia gli sprechi sia i costi del progetto, senza compromettere l’integrità di una geometria davvero unica.

Scritto da Zara Arshad per il Molteni&C Magazine 13.
The Hub Performance Center photos: Dirk Weiblen

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