50 anni salone
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09.04.2011

50 anni salone

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Bella, quella foto. Ci sono tutti, i fondatori del Salone del Mobile: Michele Barovero, Alessandro Besana, Franco Cassina, Piero Dal Vera, Vittorio Dassi, Angelo De Baggis, Mario Dosi, Aldo Falcioni, Angelo Marelli, Silvano Montina, Mario Roncoroni, Vittorio Villa. Ultimo sulla destra, Angelo Molteni. Era il 1961. La delegazione Alta Italia della Federazione Italiana delle Industrie del Legno e del Sughero, diretta da Tito Armellini, aveva deciso di interpellare le 13 migliori aziende del mobile italiano. Perché? Semplice. Dopo il boom della ricostruzione, in Italia non si vendono più mobili, bisogna andare all’estero. Ma le aziende italiane sono ancora piccole, non ce la fanno da sole. Che fare? Unirsi per organizzare una fiera a Milano e richiamare così l’attenzione degli stranieri. Fare sistema, insomma. Il 24 settembre di quel lontano 1961, 50 anni fa, si inaugura la prima edizione del Salone nel Padiglioni 28 e 34 della vecchia Fiera Campionaria. In poco tempo il Salone del Mobile diventa punto di riferimento mondiale del settore Arredo. E strumento dell’industria, che trova così uno straordinario veicolo di promozione della sua produzione. Il 1965 è l’anno della svolta: le aziende leader del settore vengono raggruppate in un solo spazio espositivo il padiglione 30/3. Sì perché tante sono le aziende che ancora producono mobili in stile, poche quelle che scelgono il design moderno. Lo intuisce Manlio Armellini, che succede al padre Tito nella carica di Segretario Generale e poi Amministratore delegato di Cosmit. Si comincia a curare con attenzione non solo il prodotto ma anche l’allestimento degli stand. Mobili di qualità, certo, ma anche sogno, atmosfera, aria di casa. Crescono così i visitatori, che nel ’61 sono 12mila, e gli operatori italiani e stranieri, 328 nel ‘61. L'export passa da poco più di 5 milioni di Lire del 1960 a circa 16 milioni del 1964. Al Salone del Mobile, diventato “internazionale” nel 1967, si affiancano nel tempo altre 6 manifestazioni fieristiche. Nel 1974 nasce Eurocucina, nel ’76 Euroluce, cui seguono Eimu, dedicata agli spazi di lavoro e ribattezzata SaloneUfficio, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, il Salone Satellite e il Salone Internazionale del Bagno. “I Saloni” diventano così una fiera specializzata ed eterogenea, simbolo di un intero modo di lavorare e di interpretare l’industria moderna. I visitatori dell’ultima edizione sono più di 300mila. Gli espositori dell’edizione 2011 sono 2.720 su 210.500 mq, ospitati nel quartiere di Fiera Milano a Rho, firmato Massimiliano Fuksas. Non solo Milano, però. Dal 2005 l’arredo italiano arriva a New York e a Mosca con i Saloni WorldWide. Così una fiera nata per portare gli stranieri a Milano, ora fa viaggiare all’estero il meglio della nostra produzione e propone da anni eventi collaterali per fare il punto sullo stato dell'arte e sulla cultura del progetto. E pensare che tutto è cominciato da quei 13 signori che nel 1961, come cantava Domenico Modugno tre anni prima, avevano spalancato le braccia per volare. Insieme.

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