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Il regista Luca Werner è noto per la sensibilità e la nostalgia con cui affronta la quotidianità. Lenzuola bianche stropicciate, una coccinella che avanza sulla mano di un ragazzino e persone che affettano pere o salgono sulle scale mobili: sono tutte immagini trattate con fascinazione meditativa.
Avendo iniziato la sua carriera filmando sport estremi, il lavoro di Werner è profondamente legato al movimento: dalle sagome dei nuotatori in Palazzo (2020) ai corpi sott’acqua in Pools (2024). Questa attenzione al movimento si estende anche al suo lavoro pubblicitario, dove ha ripreso l’ombra del talento spagnolo del tennis Carlos Alcaraz rimbalzare sul campo per Louis Vuitton, e la coreografia sincronizzata dei ballerini Severin e Quirin Brunhuber per Rimowa.
Nel suo nuovo cortometraggio Geometry of Life creato per Molteni&C, Werner attinge al suo profondo amore per i movimenti aggraziati e i piccoli dettagli della vita per infondere all’architettura e agli interni di Palazzo Molteni un senso di privacy domestica. Dalla tranquilla intimità di sfogliare le pagine di un libro o appoggiare il gomito su un divano, alla bellezza discreta dei riflessi su un armadio a specchio o di una foglia che scivola su un lucernario, Werner crea un'atmosfera fatta di calore e meraviglia.
Images taken from Molteni&C's Geometry of Life campaign, directed by Luca Werner. Images: Maxime Tétard
Images taken from Molteni&C's Geometry of Life campaign, directed by Luca Werner. Images: Maxime Tétard
Come è nato il tuo interesse per la fotografia e il cinema?
In realtà, dai 14 ai 16 anni circa, volevo diventare uno snowboarder professionista, ma poi, purtroppo, mi sono rotto la clavicola cinque volte di fila, i medici mi hanno addirittura detto che dovevo smettere per due o tre anni. Così il mio sogno si è un po’ spento: quando ti fermi, è difficile recuperare il tempo perduto, anche quando sei così giovane. Stavo già filmando i miei amici e me stesso con una GoPro, e ho iniziato ad amare i video della Red Bull e l’atmosfera che creavano combinando gli sport estremi con un certo tipo di musica. Avevo alcuni amici che praticavano parkour e skateboard, e così sono andato a Hong Kong a fare roofing, che fondamentalmente consiste nell’arrampicarsi sui tetti. Sono riuscito a portare con me una videocamera, ed è lì che è scattata la scintilla. È un po’ un cliché dire che quando una porta si chiude, un’altra si apre, ma immagino sia vero.
Behind-the-scenes shots from the Geometry of Life film
Behind-the-scenes shots from the Geometry of Life film
Quali artisti e registi ti ispirano?
Ho iniziato a fare video quando Vimeo stava diventando popolare: era la prima volta che vedevo filmati di persone che facevano skate o cose folli sulla neve, ma con una vera ricerca estetica.
Da giovane amavo molto la fotografia in bianco e nero di Mark Steinmetz, ma col tempo i miei riferimenti sono cambiati. Ricordo che un tempo non capivo affatto le immagini di Wolfgang Tillmans, ma ora penso che ci sia qualcosa di molto crudo e onesto nella sua fotografia, cosa che non tutti riescono a fare. Per quanto riguarda la videoarte, mi interessano molto Arthur Jafa e Cyprien Gaillard; per quanto riguarda il cinema narrativo, direi Jonathan Glazer.
Luca Werner directing actors during the shooting of the Geometry of Life film
Images taken from Molteni&C's Geometry of Life campaign, directed by Luca Werner. Images: Maxime Tétard
Qual è il progetto di maggior impatto a cui hai lavorato?
L'anno scorso ho realizzato un'installazione video, Mayasume Trailers, insieme al collettivo artistico giapponese Mé, che consisteva essenzialmente in tre storie diverse di individui a Parigi, incentrate su una poesia quotidiana che spesso passa inosservata. Riguardava ciò con cui tutti noi stiamo lottando in questo momento: fermarsi, guardarsi davvero intorno e vedere la luce che al mattino illumina il pane imburrato, e il fatto che ci sia qualcosa di magico nel rendersene conto. È stato un progetto molto importante per me, perché era la prima volta che realizzavo un film più lungo di otto o nove minuti. L'ho percepito come più complesso, personale e artistico.
Come si sviluppa il tuo processo creativo?
Quando inizio un progetto, mi piace dedicare del tempo ad arricchire la mia mente con stimoli diversi - immagini, testi e musica. I miei riferimenti non sono mai troppo letterali, trovo che questo sia uno degli aspetti problematici di questo settore: si tende spesso a copiare, ma magari c’è una luce che mi piace particolarmente, o il colore di una stanza. Il mio metodo consiste nell’avere in mente un certo tipo di musica e di immagini, e poi comincio a visualizzare il film nella mia testa, il che è davvero importante. Se non riesci a immaginarlo, è molto difficile realizzarlo. Per Geometry of Life, ad esempio, ho ascoltato molta vecchia musica italiana per entrare in sintonia con l’atmosfera di Palazzo Molteni. Avevamo un camerino al Palazzo, e avevo guardato molti vecchi film italiani, con quelle scene di persone che si preparano, si vestono, ascoltano musica. Abbiamo cercato di dare al film un’atmosfera italiana d’altri tempi, ma senza esagerare.
Behind-the-scenes shots from the Geometry of Life campaign
Behind-the-scenes shots from the Geometry of Life campaign
Come crei una certa atmosfera o un certo mood nei tuoi lavori?
Ogni scenario luminoso trasmette una sensazione diversa: voglio dire, tutti conoscono quella sensazione che si prova al risveglio, quando il sole sta per sorgere e c’è quel lasso di tempo che è davvero magico. È una luce che, in modo curioso, si lega ad alcuni ricordi della propria vita: magari la prima festa in cui si è rimasti svegli fino alle 6 del mattino, e all’improvviso il sole stava sorgendo. Le persone hanno ricordi molto vividi anche legati ai tramonti, e penso che ci sia qualcosa di profondamente umano in questo. Un altro elemento è il suono o la musica. Recentemente stavo leggendo il libro di Peter Zumthor, ‘Atmospheres’, in cui racconta di come ricorderà per sempre il rumore delle pentole e delle padelle in cucina quando i suoi genitori cucinavano. Anche il suono di un condizionatore può riportarti subito in un luogo caldo: sono questi i dettagli che puoi utilizzare per creare una certa atmosfera.
Quali sono alcune delle difficoltà nel raccontare il senso di “casa” in un film?
Una delle difficoltà sta nell’individuare che tipo di persona abiti quello spazio: nel caso di Geometry of Life, l’idea era che fosse una persona appassionata d’arte. Mi piace molto quando si riesce a creare un film narrativo che sembri molto onesto e reale, anche quando si tratta di dettagli come fogli di carta su una scrivania o qualche gioiello accanto al letto. Sono queste piccole cose a rendere tutto più umano. E anche un po’ di disordine può avere una sua bellezza.
Behind-the-scenes shots from the Geometry of Life campaign
Behind-the-scenes shots from the Geometry of Life campaign
Perché si è deciso di realizzare la campagna fotografica di Geometry of Life durante le riprese del film?
L'idea era quella di creare qualcosa di leggermente diverso rispetto alle altre campagne di arredamento, puntando su alcuni momenti più spontanei. Ad esempio, c'è una scena in soggiorno in cui abbiamo semplicemente lasciato che i tre attori parlassero per 30 minuti. A volte un attore faceva qualche gesto che sarebbe stato un po' insolito da riprendere se si fosse trattato solo di scattare una foto, ma che in realtà si è rivelato piuttosto interessante per la campagna perché risultava più umano di una posa. C'è un certo tipo di stranezza che penso le persone possano riconoscere nella vita di tutti i giorni, che solitamente non si vedrebbe in una campagna pubblicitaria.
Images taken from Molteni&C's Geometry of Life campaign, directed by Luca Werner. Images: Maxime Tétard
Geometry of Life
Scopri il cortometraggio in due capitoli diretto da Luca Werner e girato a Palazzo Molteni.
Guarda oraMain Video: Molteni&C's Geometry of Life campaign, directed by Luca Werner.
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