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“Una tenace forza di volontà orientata alla perfezione, cercando sempre nuove strade”: questo il preciso intento di Peter Bang e Svend Olufsen quando fondarono Bang & Olufsen un secolo fa. La storia racconta che due giovani ingegneri danesi nel 1925, avendo disponibilità di una soffitta presso una villa di famiglia a Struer, una piccola città nella pianura battuta dal vento nell’ovest dello Jutland, iniziarono ad armeggiare con trasmettitori radio. Erano appena usciti dall’università, non esisteva un'impresa, una fabbrica, non c'erano investitori e nemmeno un prodotto a cui riferirsi —solo una volontà convinta e tenace nel cercare l'eccellenza, la stessa volontà che continua a guidare l’azienda ancora oggi. Fin dall’inizio, l'obiettivo non era semplicemente individuare una tecnologia più efficace, ma cambiare il modo in cui le persone vivevano l’esperienza di stare a casa: rendere l’atto ordinario di sedersi in una stanza, circondati da suoni e luci, qualcosa che suscitasse un senso di meraviglia.
Eliminator di Bang&Olufsen
La loro prima invenzione, l'Eliminator, risolse un problema in modo così lineare da sembrare a posteriori un passo quasi inevitabile: il congegno liberava la radio dalla batteria, permettendo di ricavare energia direttamente dalla presa elettrica a parete.
Un'idea estremamente semplice, vista con lo sguardo di oggi, ma che nella sua essenza rivela l'orientamento progettuale che avrebbe guidato tutto ciò che Bang & Olufsen avrebbe realizzato nei successivi cento anni: il progetto non è mai focalizzato sul dispositivo stesso, ma comprende anche l'esperienza resa possibile dal dispositivo. In questo caso la musica, che poteva finalmente fluire senza stacchi, come se fosse sempre stata lì.
Lo spirito di quella soffitta e del paesaggio che la circonda è ancora riconoscibile negli oggetti che Bang & Olufsen produce: il carattere puro e rarefatto del paesaggio costiero dell'occidente danese, con la sua persistente luminosità e una sorta di assenza di rumori di fondo continua ad essere riconoscibile nel linguaggio progettuale che il brand mantiene vivo da un secolo: già nei primi apparecchi radiofonici si riconosce la meticolosa cura verso i dettagli, accompagnati dal calore dell'essenza di teak danese, così delicatamente venato. I televisori non erano concepiti come apparecchi, ma come arredi: oggetti capaci di conferire un carattere e una funzione ad un ambiente, e non soltanto di occuparne lo spazio. Negli anni '70, Bang & Olufsen inizia a collaborare con alcuni dei designer industriali scandinavi più rigorosi, producendo lavori che venivano accolti nelle collezioni dei musei con la stessa rapidità con cui si diffondevano nelle case delle persone. Oggetti che non avevano bisogno di mimetizzarsi su uno sfondo o di essere celati, ma che intenzionalmente si ponevano come protagonisti dello spazio, vere sculture sonore.
Questa caratteristica per cui un oggetto occupa la sua posizione e interpreta la sua funzione senza invadere lo spazio può essere definita “qualità della presenza”, e nel tempo si è affermata come una delle caratteristiche distintive dell'approccio Bang & Olufsen. Un amplificatore di Bang & Olufsen non è mai semplicemente una proposta tecnica, ma è anche una proposta di forma, di volume, di estetica. Qualcosa che entra in casa, con cui si convive, che accompagna la vita. La serie Beolab, che è stata presentata alla fine degli anni '80 e ha continuato ad evolversi da allora, ha reso esplicita questa ambizione: si tratta di altoparlanti progettati con la stessa cura dedicata a un pezzo di arredamento di alta gamma, o a un'opera d'arte. Capaci di imporsi in un ambiente senza scuse, con un volume e un'estetica elaborati con la stessa cura ed attenzione dedicate alla qualità del suono che producono.
Beolab 90 Monarch Edition with crown
Beolab 90 Monarch Edition
Nel corso dei decenni Bang & Olufsen ha costruito la sua reputazione non solo sulla ricerca -per quanto considerevole- della perfezione tecnica, ma su una sua particolare sensibilità verso il modo in cui le persone vivevano la loro vita reale. Per esempio, i comandi sono sempre stati pensati e realizzati in modo 'intuitivo' prima ancora che questo termine trovasse spazio nel vocabolario del design. Le superfici sono sempre state curate per invitare al tocco e le proporzioni studiate per adattarsi al corpo umano. L'approccio è sempre stato quello di realizzare oggetti che non chiedevano di essere capiti o interpretati, ma che rispondevano a richieste specifiche. Oggetti che dialogavano e interagivano con gli esseri umani e i loro spazi: i loro movimenti, i loro stati d'animo, la loro attenzione in relazione a ciò che ascoltavano, e a come lo ascoltavano. Il suono inteso come un elemento molto concreto, quasi fisico. Qualcosa che si muove attraverso una stanza e fa muovere le persone al suo interno.
Campagna Sound Elevated
Campagna Sound Elevated
Campagna Sound Elevated
Questa relazione tra il suono e il corpo — tra la musica e il modo in cui essa va a modificare la percezione di uno spazio — è sempre stata al centro di tutto ciò che Bang & Olufsen ha realizzato e continua a realizzare. Non è un elemento casuale. Una stanza in cui la musica fluisce e risuona è una stanza concretamente diversa da un ambiente silenzioso. Le proporzioni improvvisamente sembrano cambiare e l'aria è attraversata da elementi nuovi.
Le persone interagiscono in modo diverso quando c'è musica, si muovono in modo diverso, parlano in modo diverso. Da cento anni Bang & Olufsen si prende cura esattamente di questa differenza: il momento in cui uno spazio acquisisce la vibrazione del suono e inizia, anche impercettibilmente, a prendere vita.
Nella lunga storia del marchio merita di essere riconosciuta anche una caratteristica di pazienza e resilienza. Bang & Olufsen non ha mai inseguito le tendenze. Ha invece perseguito un insieme di convinzioni con una coerenza che, nel corso di un secolo, si avvicina a una filosofia di qualità della vita: per il marchio qualsiasi oggetto che ci circonda ha un impatto e un valore, i suoni che ci investono sono in grado di modellare la nostra esperienza del tempo, e soprattutto la bellezza, quando è una caratteristica intrinseca e non una semplice funzione decorativa, rappresenta una qualità duratura che sopravvive a qualsiasi tendenza. I prodotti Bang & Olufsen pensati e presentati trenta o quaranta anni fa continuano ad essere commercializzati ed usati grazie a questa dote di affidabilità non urlata che molte proposte contemporanee faticano a eguagliare. Per noi questa è la prova più concreta di un design che nasce da una profonda comprensione dello scopo e della funzione, e non solo da una risposta all'esigenza o al trend del momento.
Sono passati cento anni, e la soffitta a Struer è ormai diventata una sorta di mito delle origini. L'anno del centenario ha portato le aspirazioni e le idee germogliate in quella soffitta su un palcoscenico globale. Durante la Milan Design Week, Bang & Olufsen ha partecipato all'installazione Responsive Nature di Molteni&C firmata da Elisa Ossino Studio, distribuendo i suoi amplificatori in modo da definire un paesaggio sonoro che entrasse in relazione con il linguaggio spaziale di Ossino, senza esitazione. È stato un incontro di due sensibilità che hanno più elementi in comune di quanto possa sembrare: la percezione dello spazio come una composizione viva, completata dalla presenza delle persone al suo interno. Suono e forma, materia e atmosfera che vibrano insieme.
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