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Nel lavoro di Cristián Mohaded, il confine tra arte e design industriale non è mai semplice.
“A dire il vero,” spiega Mohaded dal suo studio a Villa Crespo, un quartiere di Buenos Aires, “non mi ha mai interessato diventare un designer. Fin da bambino pensavo di diventare un artista”.
Eppure, nel 2026, Mohaded è diventato il primo designer latino-americano ad entrare a far parte della famiglia di designer di Molteni&C, con la sua poltrona Corsetto che debutta alla Milano Design Week 2026. Un pezzo che combina pelle e tessuto, dove la struttura prende forma attraverso un caratteristico elemento a corsetto che ne comprime il volume in sagome morbide e avvolgenti.
Corsetto è un progetto archetipico per Mohaded, il cui lavoro si fonda su una passione per le tecniche artigianali, la sperimentazione sui materiali, la costruzione scultorea delle forme e un’attenzione profonda all’impatto che oggetti e arredi esercitano su chi li vive. Che si tratti di creare design da collezione, architettura d’interni o collaborazioni con marchi come Loro Piana, Louis Vuitton e CC-Tapis, Mohaded realizza oggetti che non sono mai dichiarazioni a sé stanti, ma opere capaci di instaurare un dialogo con la loro audience.
Cristián Mohaded with his Corsetto armchair designed for Molteni&C
Corsetto armchair by Cristián Mohaded
“Quando progetto qualcosa, anche se destinato alla produzione industriale, cerco sempre di andare oltre e introdurre idee più artistiche,” spiega. “Si tratta di offrire qualcosa in più, aggiungere nuovi livelli di lettura o un’altra prospettiva.”
M Magazine ha incontrato Mohaded per parlare della sua passione per l'arte e l'artigianato, dell'ispirazione dietro a Corsetto e dell'importanza di lavorare a Buenos Aires.
Come è nato il tuo interesse per il design?
Il mio sogno, fin dall'inizio, era di diventare un artista. Da bambino dipingevo molto e sono sempre stato affascinato dal creare oggetti con le mie mani. Non avevo mai pensato al design industriale, ma quando ero studente all'Università Nazionale di Córdoba, un amico me ne parlò, e così ho iniziato a informarmi. Quello è stato il mio primo contatto con questo mondo, e l'ho trovato fantastico, perché riguarda la creatività, la produzione, il fare, il disegnare e il dipingere - tutte queste cose!
Quel collegamento ha influenzato la tua strada?
A quel tempo, ero sempre profondamente affascinato dall'arte, perché restava il mio sogno. Ma uno dei miei insegnanti, José María Aguirre, mi ha ascoltato e si è dimostrato molto disponibile a concedermi maggiore libertà creativa. Gli dissi che mi interessava meno l'aspetto industriale della disciplina, ma che volevo esplorare idee e creatività. Mi ha aiutato a trovare la mia strada nel design e la mia prospettiva.
Corsetto armchair by Cristián Mohaded
Corsetto armchair by Cristián Mohaded
Come ti vedi oggi? Ti interessa come viene etichettato il tuo lavoro?
Ho tutte le caratteristiche per essere un designer industriale, ma preferisco un approccio più artistico. Oggi molti designer superano i confini tradizionali e questa professione è diventata davvero multidisciplinare. Ciò che mi interessa, tuttavia, è capire quale sia visione che una persona ha del design. Cosa vuoi comunicare con il tuo lavoro? Qual è la tua voce, la tua ambizione, la tua prospettiva?
Come definiresti questa prospettiva in relazione al tuo lavoro?
Non è facile, ma quando progetto qualcosa cerco non solo di creare un prodotto, ma anche di costruire un’esperienza che gli ruoti attorno. Vedo tantissime proposte negli showroom che sono molto belle, ma non offrono nulla in più. Sono vuote: hanno una forma interessante o materiali pregiati, ma manca l’anima. Quando diamo vita a qualcosa di nuovo, dobbiamo ricordarci di realizzare oggetti con personalità, capaci di dialogare con chi li utilizza. Deve esserci un messaggio. Siamo così saturi di cose che ogni nuova creazione deve offrire qualcosa di diverso. Questo è il nostro compito, come artisti e designer.
Quindi, quali novità propone Corsetto?
Dallo scorso aprile, quando ho avuto il mio primo incontro con la famiglia Molteni, ho scoperto come Molteni&C curi sempre i minimi dettagli: che si tratti di qualcosa di molto semplice o di qualcosa di molto sofisticato, mettono sempre tutta la loro energia in quei dettagli. Prestano attenzione a ogni singolo millimetro. Questo è stato molto importante per me. Quando inizio a progettare qualcosa, mi piace avere un'idea: con Corsetto, l'idea era quella di una poltrona che respirasse vita. Non volevo progettare una poltrona senza anima. Quindi Corsetto è davvero audace. Si vede chiaramente come il corsetto ne modifichi la sagoma, la forma originale è più simile a quella di una poltrona classica, ma il corsetto la altera e la fa fluire verso l'esterno.
Corsetto armchair by Cristián Mohaded
Corsetto armchair by Cristián Mohaded
Quanto è importante per te essere il primo designer latinoamericano a lavorare a una collezione Molteni&C?
In Argentina non abbiamo molte aziende industriali che offrono l’opportunità di progettare, quindi tutti guardano all’Europa. Fin dal mio primo incontro con Molteni&C, hanno accolto la mia idea e mi hanno detto che Corsetto rispecchiava perfettamente sia la mia visione che il loro stile; un ottimo connubio tra la mia prospettiva e quella dell’azienda. Penso che ciò sia dovuto all’eleganza delle linee e alla combinazione dei materiali. Da un lato è molto contemporaneo, nei materiali e nelle tecnologie di cucitura,perché metà del prodotto è altamente industriale. Dall’altro, è interamente artigianale: in un certo senso è come un abito, quasi sartoriale. Non è qualcosa che può produrre una macchina.
Sembra che il design di lusso stia prestando sempre più attenzione all'aspetto artigianale...
Sono pienamente d'accordo. Quando in un prodotto si nota una lavorazione accurata, non si vede solo il prodotto in sé, ma si intravedono le mani di chi lo ha creato, e questo trasmette una sensazione di grande autenticità. È un'esperienza più intima. Non è possibile percepire la stessa energia in un prodotto interamente industriale. Quando si notano le tracce delle mani, l'abilità degli artigiani, la texture del materiale, si percepisce la creatività che sta dietro a tutto ciò. È questo che rende unico ogni singolo pezzo. In termini di lusso, è proprio questo che le persone cercano oggi, anche se il termine “Lusso” è una parola che di solito non mi piace molto, perché ciò che è lusso dipende dal proprio punto di vista. E per me è esattamente questo: lavorare con l’artigianato ed esplorarne tutte le possibilità.
Questo vale per Corsetto, che ha alle spalle un grande lavoro artigianale.
Esatto. Quel prodotto è ricco di dettagli artigianali. Respira, è vivo, e ti mette in contatto con le persone che l'hanno realizzato. Puoi veramente instaurarci un dialogo.
Molti tuoi clienti sono europei, ma hai volutamente scelto di restare a lavorare dall'Argentina. Come mai?
Cristián Mohaded with his Corsetto armchair designed for Molteni&C
Beh, non è facile. La carriera del designer industriale in Argentina, e in generale in America Latina, non è ancora così strutturata. Uno dei sogni di un designer è collaborare con aziende in grado di produrre i propri progetti, cosa che qui può essere leggermente complicata. Però credo in me stesso e nel fatto di avere qualcosa da dire. Da quando ho finito l’università, ho sempre sentito di avere le capacità e la visione necessarie per lavorare con marchi europei. Mi piace imparare, e queste collaborazioni con brand europei mi permettono di scoprire sempre cose nuove. Allo stesso tempo, tutto questo si intreccia con la mia cultura e il mio paese. Vengo da Recreo, una piccola città nel nord dell’Argentina, e ogni progetto è un’occasione per esplorare sé stessi. È come per un artista: mostri la tua prospettiva e visione del mondo. Penso davvero che sia una questione di punti di vista; di far convivere voci diverse, con capacità diverse.
Main Image: Corsetto armchair by Cristián Mohaded.
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