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Unifor 50th Anniversary

Jan 2019
Francesca Molteni
Unifor 50th Anniversary

Era il 1968, anno di grandi e definitivi accadimenti che hanno segnato coscienze, culture, popoli, stili di vita e modalità di consumo. Quell’anno, diventato un nome, è tante cose, è anche l’etica e l’estetica di 2001: Odissea nello spazio, un film di culto sull’identità dell’uomo, il ruolo della conoscenza, dell’accesso e della tecnica. Nel pieno di quel fermento, UniFor è pronta e preparata ad accogliere internazionalità e centralità del progetto come architravi fondativi dello sviluppo, per trasformare le visioni degli architetti in spazi pubblici e privati, poi oggetti, infine icone. Potere delle coincidenze. Da quell’osservatorio/laboratorio abbiamo accompagnato le evoluzioni del lavoro nel mondo, dialogato con grandi corporation, con contractor che hanno costruito il paesaggio contemporaneo – quello delle metropoli e quello dei compound manifatturieri che hanno segnato la storia economica del secondo Novecento – e con gli architetti, protagonisti con le loro intuizioni di forme e spazi che definiscono funzioni e trattengono significati. In questi cinquant’anni, abbiamo vissuto il tempo del lavoro organizzato e del lavoro che si destruttura per allargarsi alla sfera personale, quello delle impaginazioni rigorose dello spazio e quello dove lo spazio definisce nuovi mondi per altre e più articolate appartenenze. Musei, teatri, biblioteche e installazioni temporanee sono stati contesti sfidanti dove investire il capitale intellettuale e manuale di un territorio per le sfide alte dell’innovazione tecnica, meccanica, simbolica.

Abbiamo accolto il futuro tra le mura progettate per noi da Angelo Mangiarotti e, oltre quelle stesse mura, lo abbiamo condiviso con la filiera intelligente con cui UniFor ha sviluppato soluzioni prima che produzioni, emblema di quel Made in Italy fatto di conoscenza formale e informale che fa del distretto della Brianza un paradigma per il suo capitale cognitivo storico e contemporaneo. UniFor con le sue reti è stata un mondo aperto al mondo: per qualcuno la ditta, per altri la fabbrica, la factory, l’incubatore di sperimentazioni infinite che hanno tradotto in forme efficienti e belle, ergonomiche e identitarie, lo slancio delle idee e l’intelligenza della funzione. Tutto è accaduto in una chimica fine che
ha combinato fiducia, visione e organizzazione, a partire da una comunità aziendale colta, precisa e appassionata che è parte di un gruppo industriale fatto di competenza, esperienza, reputazione.

È stata una sfida del pensiero, prima che del progetto e della produzione, votata a decifrare lo spirito del tempo per interpretare bisogni e desideri, praticare virtuose politiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
E davvero la nostra riconoscenza non sarà mai sufficiente a ricordare l’impegno e la dedizione di chi ha garantito ingegnerizzazione e produzione, comunicazione rigorosa e incisiva, qualità del servizio, solidità manageriale. Così, questi cinquant’anni sono il valore di una prospettiva da vivere e raccontare.

Grazie.

Piero and Carlo Molteni

Arte, cultura e industria si incontrano a Palazzo di Brera per il 50° anniversario di Unifor. Per ripercorrere cinque decenni fondamentali nella storia del design italiano, l’azienda del Gruppo Molteni si affida a un volume, curato da Fulvio Irace, e a un’installazione multimediale di Ron Gilad, nel Palazzo seicentesco di via Brera a Milano, sede di istituzioni centrali per la città – l’Accademia di Belle Arti, la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Braidense. “Una vocazione per l’architettura” è il libro edito da Skira, con il progetto grafico di Pierluigi Cerri, che attinge all’archivio inedito di Unifor per raccontare una vocazione specifica: il progetto di un interior landscape che traduce in realtà indicazioni ed esigenze dei committenti e degli architetti contemporanei.

UniFor nasce da una storia familiare, da un’idea di comunità ma anche da un capitale umanodi tecnici, architetti, designer, grafici, fotografi, artigiani specializzati di straordinaria lungimiranza, abilità, competenza e creatività che ha permesso all’azienda di affermarsi come sinonimo di eleganza, affidabilità e innovazione in tutto ci  che attiene alla definizione del Bürolandschaft nella seconda età della macchina.

La storia comincia a Turate, dove Angelo Mangiarotti progetta negli anni ‘70 il primo nucleo dell’headquarter e dello stabilimento produttivo, in progressivo ampliamento con le crescenti fortune dell’impresa: una fabbrica-modello, dove la verticalizzazione delle funzioni consente di mantenere interna la produzione, con un’attenzione ossessiva alla qualità.
La sede, con la sua classica semplicità, diventa un manifesto vivente dello spirito d’impresa. Dopo l’avvio degli anni ‘70, i decenni successivi saranno decisivi: le grandi commesse all’estero si accompagnano alla collaborazione con le grandi firme dell’architettura. Il libro articola la peculiarità di UniFor, mettendone in risalto l’assoluta singolarità del metodo di lavoro.

Ne ricostruisce l’identità attraverso alcuni momenti esemplari, dalla collaborazione con autori privilegiati come Michele De Lucchi, Foster + Partners, Jean Nouvel, Renzo Piano, Aldo Rossi,  lvaro Siza, per citarne alcuni – alla strategia di comunicazione, con la grafica di Pierluigi Cerri come strumento di unificazione del messaggio attraverso l’immagine coordinata e il sistema espositivo – dagli showroom agli stand fieristici – che esemplifica, nella tridimensionalità dello spazio, i concetti dell’ordine, della misura, dell’eleganza funzionale, dell’innovazione. Per raccontare i valori dell’impresa, e la sua eredità nella storia del design, Ron Gilad costruisce con ironia il suo omaggio ai 50 anni di Unifor intorno al volume curato da Fulvio Irace, e in relazione alla sede che ospita l’installazione multimediale, con la sua centralità culturale e sociale nella vita della città.

Tre gli elementi che la caratterizzano: il libro – riprodotto in forma di gigantesca scultura al centro del Cortile d’Onore, di fronte alla statua di Napoleone, fusa in bronzo su modello di Antonio Canova, con un’animazione video che ne riproduce le pagine, sfogliate da Giuseppina Bonaparte; L’Ultima Cena, un’installazione nella Sala Napoleonica, presenta alcuni prodotti UniFor – come il sistema DCA di David Chipperfield e il tavolo Elements03 di Foster&Partners – animati da una performance live degli studenti di teatro dell’Accademia di Brera, ispirata al celebre affresco di Leonardo; Touchdown, il terzo progetto di cui si compone l’omaggio, presenta il nuovo prodotto disegnato da Studio Klass, nella Sala della Passione, con la proiezione di un’animazione che ne mostra le potenzialità, in un ambiente sonoro realizzato dagli studenti del master di sound design dell’Accademia di Brera.

“Trovo molte similitudini, di fatto, nel mettere in relazione le abilità tecniche, la capacità di ingegnerizzazione e l’ artigianalità raffinata di un’industria come UniFor, con le potenzialità intellettuali e creative di un artista o di un performer. La passione è la chiave”
racconta Ron Gilad

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